Un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach ha realizzato la prima mappatura metabolomica globale della vite, catalogando la composizione chimica di 126 varietà internazionali attraverso tecniche avanzate di spettrometria di massa. Lo studio, pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, supera i tradizionali confini della genetica offrendo a viticoltori ed enologi una carta d'identità biochimica per affrontare il cambiamento climatico e ottimizzare le pratiche di cantina. Per decenni la classificazione e la comprensione della biodiversità della vite si sono affidate a due pilastri fondamentali come l'ampelografia, legata alle caratteristiche morfologiche della pianta, e la genomica, basata sul sequenziamento del DNA. Pur trattandosi di strumenti insostituibili, la genetica descrive il potenziale teorico di una pianta, ma non fotografa la reale espressione dei composti molecolari accumulati nell'acino. La svolta scientifica arriva dai laboratori della ...