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28/07/2026

 

LA COSTITUZIONE È DI TUTTE E DI TUTTI. GIUSTA E DEMOCRATICA.

A 80 anni dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente, la Costituzione italiana continua a indicare la strada. Dai suoi principi sono nati i diritti che hanno reso l’Italia più libera, più giusta e democratica: il diritto al lavoro, la sanità pubblica, una scuola accessibile, la protezione sociale, le pari opportunità.

Difendere la Costituzione significa difendere le conquiste di ieri, ma anche aprire la strada ai diritti di domani. Significa rimuovere gli ostacoli che ancora producono disuguaglianze e costruire una democrazia capace di garantire davvero libertà, dignità e opportunità a tutte e tutti.

Una Costituzione viva non è soltanto un patrimonio da celebrare: è un impegno da attuare ogni giorno. È il punto di partenza per costruire un’Italia più giusta e democratica, senza divisioni e senza cittadini di serie A e di serie B.

IL LAVORO NON È SFRUTTAMENTO. È DIGNITÀ E LIBERTÀ.

Il futuro non può essere costruito sul lavoro povero, sulla precarietà e sullo sfruttamento. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, come afferma l’articolo 1 della Costituzione, e l’articolo 4 riconosce a tutte e tutti il diritto al lavoro, impegnando la Repubblica a creare le condizioni perché questo diritto possa essere realmente esercitato.

Il lavoro non è soltanto uno stipendio: è autonomia, libertà e dignità. Per questo servono occupazione stabile, salari adeguati, un salario minimo e maggiore sicurezza sul lavoro, contrastando i contratti pirata che calpestano i diritti e abbassano le retribuzioni. Una crescita capace di creare buona occupazione deve accompagnare il cambiamento, sostenere l’innovazione e guidare la transizione energetica senza lasciare indietro nessuno.

Servono inoltre strumenti concreti per favorire l’occupazione femminile e rendere più equilibrato il rapporto tra vita e lavoro, a partire da congedi paritari obbligatori. Perché un Paese è davvero più libero quando ogni persona può costruire il proprio futuro attraverso un lavoro dignitoso, sicuro e giustamente retribuito.

PRENDERSI CURA DI TUTTI È LA FORZA DI UNA COMUNITÀ. L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA, COSTRUISCE LA PACE.

Nessuno dovrebbe affrontare da solo le difficoltà della vita. L’articolo 32 della Costituzione sancisce la salute come diritto fondamentale e chiede alla Repubblica di costruire un’uguaglianza reale, perché la libertà esiste davvero solo quando tutte e tutti hanno gli strumenti per esercitarla.

Per questo serve un welfare più forte e più giusto: una sanità pubblica efficiente, sostegno alle famiglie, attenzione alle persone con disabilità, agli anziani e a chi ogni giorno si prende cura degli altri. Il welfare non è un aiuto per pochi: significa rimuovere gli ostacoli e garantire uguaglianza e pari dignità a tutte e tutti. È un investimento sulla vita delle persone e sulla qualità della nostra democrazia.

E prendersi cura significa anche difendere la pace. L’articolo 11 della Costituzione la indica come principio fondamentale della Repubblica: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e di risoluzione delle controversie internazionali. Difendere la pace significa difendere il diritto internazionale, costruire cooperazione, dialogo e sicurezza comune.

L’Italia ripudia la guerra. Costruisce la pace.

I GIOVANI NON SONO IL FUTURO. SONO IL PRESENTE.

Una generazione non può essere costretta ad aspettare il proprio turno. I giovani sono il presente del Paese e devono avere oggi gli strumenti per scegliere, costruire e realizzare il proprio progetto di vita.

L’articolo 34 della Costituzione riconosce il diritto allo studio e affida alla Repubblica il compito di garantire pari opportunità. Per questo servono scuole più forti, università accessibili, più cultura, formazione e trasporti, insieme a risposte concrete al caro affitti e a tutti quegli ostacoli che impediscono a tante ragazze e ragazzi di diventare autonomi.

Difendere il diritto a restare significa creare opportunità nei territori, perché nessuno debba essere costretto a partire per poter costruire il proprio futuro. Il futuro non può dipendere da dove nasci, dalla famiglia in cui cresci o dal luogo in cui vivi.

 

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