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59    	<table style="width: 100%">
60						<tr>
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62										Archivio salite </td>
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64										<a style="background-color: rgb(0, 51, 153); color: rgb(255, 255, 0); font-family: Tahoma,Arial,sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: center; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;" href="https://www.brogoldone.ch/wordpress/">
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69	<p>&nbsp;</p>
70	<p>&nbsp;</p>
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79        <p>Difficoltà</p>
80        <ul>
81            <li><a title="" href="indice_diff.asp">indice di difficoltà</a></li>
82            <li><a title="" href="tabella_10.asp">grado 10</a></li>
83            <li><a title="" href="tabella_9.asp">grado 9</a></li>
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99        <h3>Indice di difficoltà</h3>
100        <h4>Tabella e spiegazione del calcolo del grado di difficoltà elaborato da 
101		Stefano Pedrazzani:</h4>
102		<p>&nbsp;</p>
103		<p><span style="text-decoration: underline;">La difficoltà di una salita 
104		è principalmente un fattore soggettivo</span>, influenzabile da svariati 
105		elementi e da situazioni mai uguali. Il più importante di essi è lo 
106		sforzo: tendenzialmente più la pendenza è elevata e più si fatica, ma 
107		quanto dipende principalmente dal ritmo impostato, per cui pure un&#8217; ora 
108		di pianura può essere faticosissima, come può essere sfiancante un 
109		inseguimento lungo un falsopiano o essere poco impegnativo un tratto al 
110		10% a 9 orari. Inoltre c&#8217;è anche il fattore affaticamento, in situazioni 
111		di crisi una banale salitella diventa peggio del Mortirolo.<br class="cbrh" />
112		<span style="text-decoration: underline;">Per questo motivo non esiste 
113		una risposta univoca alla domanda</span> &#8216;<em>quanto è dura una salita</em>&#8216;, 
114		ognuno ha i suoi parametri e le sue sensazioni ed un indice di 
115		difficoltà è giusto un valore indicativo dello sforzo richiesto. Ad 
116		esempio, nonostante un valore quasi identico, ho sofferto molto di più 
117		lo Stelvio da Prato rispetto al Mortirolo, ma sono sicuro che c&#8217;è chi ha 
118		avuto un&#8217; esperienza opposta alla mia.</p>
119		<p>Oltre ai dati soggettivi <span style="text-decoration: underline;">ci 
120		sono da prendere in considerazioni anche quelli ambientali</span>:<em> 
121		l&#8217;altitudine</em> influisce parecchio sulle prestazioni, così come <em>
122		la temperatura, l&#8217;umidità, la presenza di ombra ed il fondo stradale</em>, 
123		che stimo possa aumentare (nei casi peggiori) la difficoltà anche del 
124		20%. Questi parametri sono troppo variabili per essere inseriti in una 
125		formula, ad esempio è più facile un tratto a 2500m con 18°, o uno uguale 
126		a livello del mare con 37°? Al massimo si possono usare dei 
127		moltiplicatori per bilanciare il manto stradale, da 0.95 per quelli 
128		appena rifatti sino ad 1.15 per quelli molto ruvidi, ma non si è soliti 
129		utilizzarli poiché ci sono cambiamenti nel tempo e l&#8217; attrito varia 
130		anche in funzione delle ruote, che più sono larghe o sgonfie e meno 
131		subiscono le imperfezioni dell&#8217; asfalto.</p>
132		<p>Con queste premesse si può capire come l&#8217; indice di difficoltà sia un 
133		valore indicativo, globale ed applicato solamente all&#8217; altimetria, che 
134		non tiene conto della vera salita. Detto questo, la formula è veramente 
135		semplice: per ogni settore che sale si calcola:<br class="cbrh" />
136		<br class="cbrh" />
137		<span style="color: rgb(153, 51, 0); font-size: 12pt;">sommatoria di
138		<span style="text-decoration: underline;"><strong>
139		pendenza*pendenza*lunghezza</strong></span> (in km) =<span style="text-decoration: underline;"><strong> 
140		sum (p^2*km)</strong></span></span><br class="cbrh" />
141		<br class="cbrh" />
142		E&#8217; possibile usare il moltiplicatore per il fondo stradale:<br class="cbrh" />
143		<strong>p*p*lun *</strong> (da 0.95 per asfalti appena rifatti ad 1.20 
144		per quelli disastrati o ruvidissimi)</p>
145		<p><em>Come sono arrivato a questa formula</em>? Posso stimare l&#8217; 
146		impegno richiesto a superarlo:<br class="cbrh" />
147		- In discesa è negativo, si va da soli e ci si riposa<br class="cbrh" />
148		- In pianura ipotizzo sia 0, non si compie sforzo per proseguire alla 
149		stessa velocità (è una semplificazione per motivi di calcolo)<br class="cbrh" />
150		- In salita più il tratto è ripido e più è faticoso, nel 2001 ho 
151		ipotizzato che la fatica aumenta in maniera quadratica rispetto alla 
152		pendenza. L&#8217; 1% è praticamente pianura, il 2% ha fatica quadrupla 
153		rispetto a metà pendenza e la cosa può sembrare esagerata, eppure si 
154		tratta di valori molto piccoli ed chi pedala conosce la differenza di 
155		questo solo punto percentuale, ben più evidente rispetto a quella che 
156		separa un 10 da 11%.<br class="cbrh" />
157		Il 4% è già salita che blocca chi non ha gamba, a sensazioni direi che 
158		il quadruplo rispetto al 2% è un valore plausibile.<br class="cbrh" />
159		Andiamo su valori molto più alti: 10%, tutt&#8217; altra cosa rispetto ad un 
160		&#8220;quasi agevole&#8221; 4%, pendenze da ciclisti allenati, ed un 20% è 
161		terribilmente più faticoso del 10%.</p>
162		<p><em>Non so se sia la formula perfetta, ma i valori ottenuti mi 
163		sembrano plausibili.</em></p>
164		<p>La difficoltà totale, che io chiamo anche &#8220;<em>fatica necessaria per 
165		scalare</em>&#8221; è data dalla sommatoria di tutti i settori. Semplice e 
166		lineare, funzionante anche nei casi estremi (difficoltà di 10m al 5%? è 
167		5*5*0.01=0.25!). Considera anche la divisione in tratti, perché 1000m al 
168		10% medio (f=100) hanno una difficoltà inferiore se sono formati da due 
169		tratti di 500m rispettivamente al 5% ed al 15% (f=125).<br class="cbrh" />
170		<em>Questa formula non tiene però conto della distribuzione dei settori</em>, 
171		e lo faccio di proposito:<br class="cbrh" />
172		Se c&#8217;è un tratto di discesa, quanto dovrei togliere alla fatica 
173		complessiva? Poco, se quasi pianeggiante, niente se preso a ritmo 
174		forsennato (anzi l&#8217; aumenta), tanto se il tratto precedente è stato 
175		affrontato a ritmo massimale. Così entriamo troppo nel campo del 
176		soggettivo e non è possibile considerare questi aspetti.<br class="cbrh" />
177		Per lo stesso motivo la formula non guarda alla disposizione dei vari 
178		tratti, se i pezzi duri sono tutti consecutivi e alla fine, o se sono 
179		separati da falsopiani la difficoltà non cambia</p>
180		<p>Qui in seguito le altimetrie di Mortirolo da Mazzo e dello Stelvio 
181		dai 48 tornanti. La difficoltà è quasi identica,&nbsp; 1425 a 1417,&nbsp; 
182		come tipologia sono agli antipodi.</p>
183		<p><strong>STELVIO</strong></p>
184		<p>
185		<img width="750" height="550" class="aligncenter size-full wp-image-2112" alt="Stelvio_p" src="../images/Stelvio_p.png" /></p>
186		<p><strong>MORTIROLO</strong></p>
187		<p>
188		<a rel="attachment wp-att-2113" href="http://giriesalite.altervista.org/?attachment_id=2113">
189		<img width="750" height="550" class="aligncenter size-full wp-image-2113" alt="Mortirolo" src="../images/Mortirolo.png" /></a></p>
190		<p style="mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-ansi-language: IT-CH; mso-fareast-language: IT-CH; mso-bidi-language: AR-SA" class="style2">
191		&nbsp;</p>
192        <p>&nbsp;</p>
193        
194    </div>
195</div>
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216		<p>
217            © 2026, tutti diritti riservati --- Ultimo aggiornamento database: giovedì, 5. marzo 2026
218        --- <a title="" href="javascript:OpenRequisiti()">Requisiti minimi e accessibilità</a>
219        --- <a title="" href="mailto:[email protected]">Contatta il webmaster</a></p>
220		<p class="style4">
221            &nbsp;</p>
222		<p class="style1">
223            &nbsp;</p>
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