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http://www.marcotravaglio.it/assoltoperavercommesso.htm

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68              <td><p class="Stile87"><span class="Stile90">Assolto per aver commesso il fatto</span> <span class="Stile88">di Marco Travaglio </span></p>
69              <p class="Stile14">Nell&rsquo;orgia delle dichiarazioni entusiastiche per l&rsquo;assoluzione di  Silvio Berlusconi in Cassazione nel processo Sme-Ariosto, nessuno ha  notato quella dell&rsquo;on. avv. Gaetano Pecorella, che non &egrave; una toga  rossa, ma il difensore del Cavaliere. Commentando la sentenza appena  emessa dalla VI sezione del Palazzaccio, che ha confermato in toto  quella della Corte d&rsquo;appello di Milano, Pecorella ha detto all&rsquo;Ansa:  &ldquo;Squillante per le sue funzioni non era in grado di ingerire con Sme:  gi&agrave; per la Corte di Appello non c&rsquo;era dubbio che il bonifico &lsquo;Orologio&rsquo;  sia riconducibile a Berlusconi, ma siccome non c&rsquo;&egrave; stato alcun  intervento di Squillante, quella dazione non prova l&rsquo;iscrizione del  magistrato al libro paga&rdquo;. Per capire meglio, riepiloghiamo brevemente  i fatti. Berlusconi, i giudici Renato Squillante e Filippo Verde e gli  avvocati della Fininvest, Cesare Previti e Attilio Pacifico, vengono  rinviati a giudizio per corruzione nel processo &ldquo;Sme-Asriosto&rdquo; in base  a due diversi capi d&rsquo;imputazione: 1) la sentenza firmata nel 1986 dal  giudice Verde (confermata dalla Cassazione nel 1988) che diede ragione  alla cordata Fininvest-Barilla-Ferrero e torto alla Cir di Carlo De  Benedetti nella causa con l&rsquo;Iri per la mancata privatizzazione della  Sme, sarebbe stata comprata con soldi della Fininvest e Barilla, finiti  poi in parte a Verde e in parte a Squillante (che, pur non coinvolto  nella controversia, avrebbe &ldquo;aiutato&rdquo; il buon esito del processo); 2)  Squillante sarebbe stato &ldquo;a libro paga&rdquo; della Fininvest per ogni  evenienza del gruppo, a suon di bustarelle che Previti, usando denaro  di Berlusconi, gli avrebbe versati brevi manu in contanti e via  bonifico sul suo conto svizzero. &nbsp;Per il primo capo d&rsquo;imputazione tutti  gl&rsquo;imputati, in tutti i processi, sono stati assolti: le prove che la  sentenza Sme fosse comprata o non ci sono o sono insufficienti. Verde e  Squillante ricevettero soldi in Svizzera, ma dopo il 1988, e non &egrave;  sicuro che venissero pagato proprio per quel processo. Per il secondo  capo d&rsquo;imputazione, i verdetti divergono: ma nessuno pu&ograve; negare ci&ograve; che  risulta dalle carte e nessuno dei protagonisti pu&ograve; negare, e cio&egrave; che  il 5 marzo 1991, dal conto svizzero della All-Iberian-Fininvest,  &ldquo;Ferrido&rdquo;, alimentato con denaro di Berlusconi, parte un bonifico di  434.404 dollari (500 milioni di lire dell&rsquo;epoca), alla volta del conto  svizzero &ldquo;Mercier&rdquo; di Previti, che nel giro di pochi minuti gira la  stessa somma al conto svizzero &ldquo;Rowena&rdquo; del giudice Squillante  (riferimento in codice dell&rsquo;operazione: &ldquo;Orologio&rdquo;). Berlusconi paga  Previti che paga Squillante: non si discute. Per il bonifico Orologio,  infatti, Previti, Pacifico e Squillante vengono condannati a 6 anni dal  Tribunale e dalla Corte d&rsquo;appello di Milano; poi la Cassazione, in  extremis, manda tutto a Perugia per competenza territoriale, e l&igrave; il  processo muore, ma non prima che i giudici umbri abbiano stabilito che  i tre imputati erano colpevoli: il reato per&ograve; &egrave; prescritto. Berlusconi  viene processato separatamente, dopo lo &ldquo;stralcio&rdquo; del 2003 che lo  divide dal coimputati. Il Tribunale lo dichiara responsabile del  bonifico Orologio, ma grazie alle attenuanti generiche il reato &egrave;  prescritto. La Corte d&rsquo;appello invece lo assolve in base al comma 2  dell&rsquo;articolo 530 del codice di procedura, stabilendo che le prove sono  insufficienti o contraddittorie; la Cassazione, l&rsquo;altro giorno,  conferma. Il procuratore generale Piero de Petris ricorre in  Cassazione. Ma qui lo stesso Pg Oscar Cedrangolo, nella sua  requisitoria, chiede alla VI sezione di rigettare il ricorso e  confermare l&r
69squo;assoluzione &ldquo;dubitativa&rdquo; d&rsquo;appello: sostiene che,se non si  riesce a dimostrare che il giudice asservito agli interessi di un  gruppo privato abbia compiuto un atto contrario ai doveri d'ufficio  &ldquo;nell'ambito della sfera di influenza delle sue funzioni&rdquo;, cio&egrave; che &egrave;  intervenuto ad aggiustare un processo, anche se ha preso soldi non pu&ograve;  essere condannato. E nemmeno chi quei soldi gli ha versato. Curiosa  interpretazione, che contrasta quanto stabilito dalla stessa Cassazione  il 23 maggio 1986: e cio&egrave; che il &ldquo;lento e progressivo condizionamento  delle sue scelte (di Squillante da parte di Previti, nda) rispetto a  gruppi economici&hellip; sulla base di procurate occasioni di incontri, di  regalie, di &nbsp;mondanit&agrave;, di soddisfacimento di esigenze di  gratificazione individuale di ogni specie&hellip; impone una rilettura  normativa dell&rsquo;ipotesi criminosa di corruzione, tutte le volte che  abbiamo come riferimento fatti non solo di mercimonio dei doveri  dell&rsquo;ufficio in relazione ad atti squisitamente formali ma coinvolgenti  la condotta generale di favoritismo e quindi antidoverosa del pubblico  ufficiale&hellip;; e ci&ograve; soprattutto quando, come nel caso in esame, la  corruzione investendo i doveri di base di una organizzazione [quella  giudiziaria, ndr)&hellip; comporta la sistematica abdicazione dalle sue  finalit&agrave; legali&rdquo;. Insomma, se un gruppo paga un giudice perch&eacute; sia  sempre disponibile alle sue esigenze processuali, ancor prima che  questo sentenzi i intervenga in suo favore, questa &egrave; ugualmente  corruzione anche se poi non si riescono a collegare i versamenti con  questo o quell&rsquo;atto specifico. Ora invece il Pg &ndash; e, par di capire,  anche la VI sezione che gli &egrave; andata dietro &ndash; stabilisce invece che,  s&igrave;, &egrave; incontestabile che i 434 mila dollari del bonifico Orologio a  Squillante provenivano dalla Fininvest, anzi da Berlusconi. Ma nessuno  &egrave; riuscito a dimostrare un intervento di Squillante per alterare il  corso della causa Sme. &ldquo;In pratica &ndash; scrive l&rsquo;Ansa riassumendo la  requisitoria del Pg - la &lsquo;generica disponibilit&agrave;&rsquo; del capo dei gip  della capitale e il fatto che abbia percepito soldi da fondi neri  riconducibili a Silvio Berlusconi, non fanno di quest'ultimo un  corruttore perch&egrave; alla &lsquo;mazzetta&rsquo; in valuta statunitense &egrave; mancato un  &lsquo;controaltare&rsquo;. E il solo &lsquo;asservimento potenziale&rsquo; del magistrato,  nonostante la tesi contraria sostenuta da De Petris, non ha &lsquo;rilevanza  penale&rsquo;, ha concluso Cedrangolo&rdquo;. Ma qui c&rsquo;&egrave; un errore marchiano:  nessuno ha mai sostenuto che il bonifico Orologio (del 1991) fosse  legato alla sentenza Sme (del 1986). Era invece nel capo d&rsquo;imputazione  che accusava Squillante di essere &ldquo;stabilmente a libro paga&rdquo; della  Fininvest. Legato alla causa Sme, secondo l&rsquo;accusa, era il versamento  di 100 milioni che Barilla, tramite Previti, fece recapitare a  Squillante dopo il buon esito della causa Sme in Cassazione. Il fatto  pi&ugrave; paradossale &egrave; che questo errore viene ripetuto pari pari  dall&rsquo;avvocato Pecorella che, con l&rsquo;aria di dire una cosa carina sul suo  illustre cliente, non fa che ribadire che Berlusconi pagava Squillante.  Ripetiamo testualmente le parole di Pecorella: &ldquo;Squillante per le sue  funzioni non era in grado di ingerire con Sme. Gi&agrave; per la Corte  d&rsquo;appello non c&rsquo;era dubbio che il bonifico Orologio sia riconducibile a  Berlusconi, ma siccome non c&rsquo;&egrave; stato alcun intervento di Squillante,  quella dazione non prova l&rsquo;iscrizione del magistrato al libro paga&rdquo;.  Cio&egrave;: Berlusconi, secondo il suo stesso difensore, pag&ograve; un giudice  tramite Previti, ma non &egrave; reato. Le motivazioni della Cassazione, a  questo punto, si annunciano avvincenti: davvero la Suprema Corte  metter&agrave; nero su bianco che &egrave; lecito pagare un giudice? O magari che &egrave;  lecito solo quando lo fa Berlusconi?</p></td>
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